|
"La mala educación", il film di Pedro Almodovar,
ha aperto l' edizione 2004 del Festival di
Cannes. Il film è un melodramma noir che riassume tutta l'opera del regista spagnolo e tocca un
tema scottante, quello della pediofilia nel clero
cattolico.
Almodovar, durante la conferenza stampa, ha voluto precisare che il suo film
non è anticlericale.
"La religione cattolica - ha affermato il regista - è una forma di idolatria, come dice
Giovanni Paolo II. Parlo per me, almeno, per le persone della mia famiglia e del mio
paese, che credono nella Vergine e nei Santi e finiscono per idolatrarli. Non c'è niente di più pagano della Settimana Santa di Siviglia. A me interessa questo rapporto con la
religione. Il mio paese è cattolico ma non confessionale e vive in modo molto profano la religione. Questo credo che sia il miglior modo di viverla".
L'ultima volta Almodovar era andato via da Cannes furente per come era stato trattato 'Tutto su mia
madre'. Adesso, però, sente che quello strappo è ricucito...
"Inaugurare il festival di Cannes è un premio enorme. Mi sento come il burattinaio di un immenso teatro che guarda il pubblico con un sorriso malandrino che promette molte cose, pronto ad alzare il sipario che nasconde molte emozioni cinematografiche. E' esattamente quello che succederà in questo festival".
Almodovar, poi, ha denunciato i molti problemi della chiesa
cattolica, primo fra tutti la sessualità dei preti e l'obbligo di castità.
"L'educazione che ho ricevuto, come molti della mia generazione, era basata sulla paura, sul castigo e sul senso di
colpa: la vera punizione. E' un miracolo che io sia cresciuto in modo normale e sia riuscito a diventare un regista cinematografico. A proposito della mala educazione e dell'amore proibito, poi, si deve affermare che tutti gli abusi da parte dei sacerdoti devono essere denunciati perché sono crimini orribili".
|