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   La regola del sospetto

Colin Farrell
 

DATA DI NASCITA: 31/03/1976
SEGNO ZODIACALE: Ariete
LUOGO DI NASCITA: Castleknock, Dublino, Irlanda
PROFESSIONE: Attore

Nelle sale da venerdì La regola del sospetto il film del ventisettenne Farrel, supergettonato a Hollywood.


Farrell: "Vado dove mi porta la carriera"
 

Intervista senza veli al presunto fidanzato di Britney Spears

ROMA – Colin Farrel non smentisce la sua fama di “cattivo ragazzo”. Il trasgressivo attore irlandese ventisettenne apparso di recente nel fantascientifico Minority Report e nel drammatico Sotto corte marziale sulla seconda guerra mondiale, è a Roma per presentare il film La regola del sospetto, un thriller psicologico che uscirà il 28 marzo sui poco ortodossi metodi di reclutamento della Cia di cui è protagonista accanto a un superbo Al Pacino. Accoglie i giornalisti sull’assolata terrazza di un grande albergo romano fumando sigarette a raffica, scolando abbondanti boccali di birra e condendo il discorso con succose parolacce.
 
Vizietti che, accompagnati dal gentil sesso, sono il succo della sua vita. E gli fa gioco calcarci la mano nel momento in cui stanno per uscire anche film come Daredevil con Ben Affleck, ispirato all’omonimo fumetto, in cui apparirà superpelato e cattivissimo, o come S.W.A.T. sui tosti poliziotti della squadre speciali newyorkesi. Diventa però tenero e responsabile quando parla, volentieri, della sua prossima paternità, con la bocca però cucitissima sulle generalità di colei che sta portando in grembo il pargolo, maschio o femmina ancora non si sa.
 
Con James Clayton, lo studente estermamente dotato che sarà reclutato dal misterioso e inquietante istruttore Burke (Pacino) per diventare una spia patentata dopo esser sopravvissuto a un durissimo addestramento, condivide certi aspetti del carattere un po’ immaturi. E il motto-tormentone che il suo spregiudicato maestro gli ripete spesso nel film: “non fidarsi mai di nessuno” e “niente è ciò che sembra”.
 
Colin, anche Hollywood non è come sembra?
A meno che non la guardi con occhi assolutamente ingenui, pensando che appena ti volti ti colpiscono alle spalle, ti rendi conto subito che è ciò che sembra, che sotto non c’è assolutamente niente. Guardi negli occhi le persone e capisci se ti puoi fidare o meno senza scavare troppo in profondità. Non sono tutti stronzi, ho conosciuto tanta gente perbene, simpatica, da frequentare. Va presa per quello che è.
 
Ci si è stabilito o preferisce continuare a vivere in Irlanda?
Vado dove mi porta la carriera, il vivere a casa è più uno status mentale che una permanenza fisica. Fondamentalmente occupo stanze di albergo ma quando non lavoro preferisco tornare sempre a Dublino dalla mia famiglia, andare al pub all’angolo con gli amici.
 
Vizietti a parte, come passa il tempo libero?
Leggo, vado al cinema, a cena fuori, mi piace pensare al lavoro, alla vita, all’amore. Non ho hobby particolari, sono due anni che non dò un calcio a un pallone. Il mio lavoro è il mio hobby preferito, e pensare che mi pagano pure bene è un gran piacere.
 
Cosa le è piaciuto del personaggio del film?
Mi piace interpretare personaggi che hanno qualcosa di ben definito. James ha perso i genitori giovanissimo, il suo animo è ferito. A me non è successo, ma ho capito subito che una cosa così grave può influenzare la tua vita, ciò che diventi.
 
Si è riconosciuto anche nella sua immaturità?
Lui ha 25 anni non è ancora un uomo con la piena coscienza di se stesso e nel film affronta un processo di trasformazione che lo conduce verso un traguardo. Io mi sono sempre considerato un ragazzino, mi piace giocare, fare scherzi, non mi sento ancora un uomo maturo, responsabile. Ma questo cambierà tra poco, appena sarò padre. Non mi fa paura, sarà una bella esperienza.
 
Che padre sarà?
Non so cosa voglia dire essere padre e credo sia un bene. Non sarò certo come il mio che era convinto di sapere tutto e poi non si è rivelato per nulla un padre eccezionale. A mio figlio darò tanto amore, comprensione, sarò presente e pronto a perdonare, e al contrario di me avrà la possibilità d’imparare a suonare piano e chitarra, sarà lui a decidere il suo futuro.
 
Le sarebbe piaciuto diventare un calciatore di successo come suo padre?
Mi ha garantito un bel tenore di vita, fino a quindici anni pensavo che anch’io avrei fatto i soldi col pallone, ma non ero sufficientemente bravo, non mi allenavo abbastanza.
 
La sua scelta di fare l’attore fu vista bene?
Papà si fece una grande risata, ma quando arrivò il primo assegno per il lavoro da attore disse che era stata una buona idea, tipico di lui.
 
La reputazione di bad boy potrà influenzare la sua carriera?
Non credo, sarebbe peggio se facessi film che non incassano, è questo che interessa ai produttori di Hollywood. Per tre anni e mezzo mi sono divertito, se dovesse crollare tutto tornerei a recitare a Dublino.
 
Che cosa significa per lei essere innamorato?
Un guaio, vuol dire dolore, confusione. E’ comunque una cosa bellissima, a me è capitato un paio di volte, mi reputo fortunato. Mi piacciono le donne, non trovo criminale passarci una sola notte facendo l’amore, ma è un’altra cosa.
 
La fama l’aiuta con le donne?
La popolarità certamente aiuta: vai alle prime, sei sullo schermo, chi dice che non è vero è un bastardo bugiardo.
 
Alla prima del film era con Britney Spears. C’è chi pensa ci sia del tenero....
Fuck you!

Fonte:  www.ilnuovo.it - 18 marzo 2003

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