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Nelle sale dal 24 gennaio 2003 : |
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Gangs of New York
Titolo originale: Gangs of New York
Nazione: Usa/Germania
Anno: 2002
Genere: Drammatico
Regia: Martin Scorsese
Cast: Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz, Daniel Day-Lewis,
Liam Neeson, Henry Thomas
Produzione: Miramax
Distribuzione: 20th Century Fox
Sito Ufficiale:
www.gangsofnewyork.com
Trama: Nella New York della seconda metà del 1800, Amsterdam Vallon
(Leonardo Di Caprio) vuole sfidare Bill Poe (Daniel Day-Lewis) per vendicarsi
della morte del padre da lui ucciso.
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Qui si respira l'aria di un "vero" film: comparse, teatri di posa,
scenografie immense, attori, quelli con la "A" maiuscola... si
certo, c'è anche qualche effetto digitale sparso qua e là, ma la
pellicola trasuda epicità vecchio stampo. Personaggi forti, che
restano marchiati a fuoco nella mente dello spettatore, personaggi a
cui si resta affezionati ed in cui si trova sempre quel misto di
luci ed ombre che li rende vivi, quasi reali.
Scorsese dipinge un affresco dell'America del primo ottocento dove
barbarie e crudeltà erano all'ordine del giorno; una terra di
frontiera (anche se la Hollywood ufficiale la spostata sempre verso
l'ovest) dove i "nativi americani" - no, non certo gli indiani
d'America - tentavano in tutti i modi di respingere gli immigrati
irlandesi per mantenere una presunta purezza, un discorso che
nell'arco di duecento anni, "mutatis mundis", è rimasto inalterato.
Mentre l'Europa era nel pieno del Rinascimento e coltivava l'arte,
la barbarie umana trovava sfogo nella terra dei sogni.
Dopo un'apertura shock, in cui le gang si scontrano e si massacrano
senza esclusione di colpi, rincontriamo il giovane "Amsterdam"
(Leonardo di Caprio) sedici anni dopo in cerca di vendetta; suo
padre il reverendo Vallon è stato ucciso durante gli scontri da "Bill
il Macellaio" (Daniel Day Lewis). Reinseritosi nella comunità di Five
Points, dove la legge ufficiale è solo un'utopia e l'unica che conta
è quella del più forte, Amsterdam inizia una lenta, ma inarrestabile
scalata al potere diventando il braccio destro di Bill con il
preciso intento di ucciderlo proprio durante la celebrazione della
vittoria ai danni di suo padre. Ma se Bill a quarantasette anni è
ancora vivo ci sarà pure un motivo...
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tutte le FOTO ]
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Il carisma di Daniel Day Lewis è inarrivabile il suo personaggio
spicca sopra gli altri mettendo parzialmente in ombra un pur bravo
Di Caprio ed eclissando la Diaz, la cui presenza è semplicemente
funzionale ad una love-story con il bel Leo.
La trama è costantemente a cavallo tra la tragedia shakespeariana e
l'avventura del Conte di Montecristo anche se il tutto viene
presentato sfruttando una comunicazione fatta d'immagini ed adatta
ad un pubblico che esige sempre più spettacolarizzazione. Scorsese
però non cerca l'indulgenza della censura: qui non ci sono scene in
cui la violenza asettica viene utilizzata con la consueta ipocrisia,
quei pestaggi senza fine dove non esce mai sangue e se esce è sempre
di quel tranquillizzante colore nerastro; qui c'è il rosso carminio
che macchia la neve e che ricopre i corpi dei contendenti, qui c'è
quella violenza che è come un pugno allo stomaco che quando esci
dalla sala ti lascia stordito. Qui si pensa e si usa la cinepresa
per trasmettere un messaggio forte, speriamo che qualcuno lo
ascolti.
Curiosità: il nome di De Niro ha aleggiato a lungo sul film. Il
progetto iniziale degli anni '80 prevedeva lo stesso De Niro nel
ruolo di Amsterdam, in seguito si pensò a lui per Bill il Macellaio.
La chicca: Scorsese appare in un piccolo cameo: è il capo famiglia a
tavola mentre la Diaz svaligia la casa travestita da cameriera.
La frase: "In apparenza la legge va sempre rispettata, soprattutto
quando viene infranta!" |
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Valerio Salvi per
www.filmfilm.it |
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