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Calcio.
Il bubbone è scoppiato, tutti giù dal
pero chiappe in terra e facce
sbalordite. Ma come, nessuno sa che in
questo paese ovunque ci sono soldi e
potere il sistema è il medesimo? Nessuno
sa che l’Italia è una repubblica
falsamente democratica fondata sulla
corruzione, il lassismo, il
clientelismo, sugli scambi di
favori, sul ricatto e le minacce, sulla
menzogna e le vessazioni, sulle
disuguaglianze e l’impossibilità di
ottenere giustizia, equità? Dal
condominio al
parlamento, dalla famiglia al partito,
dall’impiego precario all’incarico di
governo – non c’è un solo rapporto tra
persone, enti, apparati,
amministrazioni, imprese, istituzioni,
che non si fondi sul parassitismo,
l’utilitarismo, l’interesse personale e
corporativo al di sopra di ogni cosa.
Tutto il resto è roba da babbei. Crolla
la favoletta stramiliardaria ed elitaria
del calcio “mens sana in corpore sano” –
di sano, qui da noi, non c’è niente.
Così, quasi che più nulla conti in
questo paese, ovunque non si parla
d’altro. Metà dei telegiornali
televisivi se ne vanno in chiacchiere
calcistico-giudiziario-scandalitiche,
similmente i giornali che da tempo hanno
smesso di dare informazioni, le fanno,
nel senso che le costruiscono,
inventano, a tavolino – per vendere di
più, favorirsi e favorire. Si chiama
propaganda, ed anche se non si è in
presenza di testate
giornalistiche di partito, selezionando,
filtrando, censurando e creando le
notizie, contribuiscono a condizionare
l’opinione pubblica indirizzandola,
spostandola a piacimento. Ma questo non
è un gioco, questa non è una cosa da
poco – è tutto maledettamente sporco e
importante. Ha conseguenze gravissime
perché modifica la percezione della
realtà, rallenta, impedisce o
addirittura arretra il livello
culturale, il grado di consapevolezza,
il senso civile e civico dei
cittadini. Li inebetisce e sfianca.
Dimostra che la separazione tra il paese
reale e quello dei balocchi, della
finanza, dei massimi sistemi, della
globalizzazione, dei furbetti del
quartierino, dei politici e dei
politicanti, dei loro servitori con e
senza penna, è divenuta tale da
non potervi porre rimedio. Divide il
mondo fra mettinculi e prendinculi.
Incentiva l’italico mal costume del si
salvi chi può, tiriamo a campa’, mors
tua vita mea. Produce nuove e più
agguerrite generazioni di privilegiati,
qualunquisti, ed altre rassegnate prima
ancora di nascere o pronte a tutto pur
di non restare indietro, tra gli
sfigati. Crea le condizioni affinché chi
ha il potere lo conservi e consolidi
continuando a fare i suoi porci comodi,
più o meno indisturbato, legittimato,
senz’altro preso a modello. Bell’esempio.
Le inchieste sono in corso, le condanne
premature. Ma il marcio c’è – poco
importa che lo si cavi fuori. È talmente
radicato e diffuso che è come strizzare
un brufolo su una faccia ricoperta di
pustole – il rischio è che dopo un po’
si riformi, più purulento e infettante
di prima. Ma non è questo che
m'interessa evidenziare, quanto
l’atteggiamento dei media e certi deliri
prova d’una follia non meno purulenta,
infestante e infettante.
Corriere della sera, domenica 14 Maggio
2006. Apro il giornale. Ovvio che si dia
ampio risalto alle vicende calcistiche,
ma nove pagine… Dalla decina alla
undicesima, poi, sotto le voci IL
VIAGGIO DEL PONTEFICE e VALORI E
POLITICA (da che pulpito…), ecco l’altro
flagello tutto italiano: il Papa, le
sue esternazioni, i suoi diktat, le sue
ingerenze e le nefaste conseguenze del
catto-integralismo in Polonia (paese
che, insieme all’Italia, è indicato
dalla comunità europea come uno dei più
arretrati sul piano del rispetto dei
diritti civili). Nell’articolo «Nudi,
alcol e lingerie vietati dalla tv
polacca per la visita di Ratzinger», a
firma di S.Sc., più o meno leggo.
Dall’ufficio pubblicità della
televisione di Stato sono partite
direttive rigorosissime: durante il
soggiorno del pontefice in Polonia dal
25 al 28 maggio saranno banditi dal
video tutti gli spot su prodotti di
igiene intima, biancheria,
contraccettivi, birra, vodka e tutte le
bevande alcoliche, esplosive e qualunque
altro articolo ritenuto lesivo della
sacralità della visita.
La televisione di stato è nella bufera.
La scure del governo conservatore,
impegnato in una meticolosa opera di
normalizzazione, si sta abbattendo su
dirigenti e giornalisti. È ora di
finirla di
considerare l’anticomunismo e le
verifiche sul passato e i legami con il
regime comunista un atteggiamento
radicale”, ha tuonato il presidente del
parlamento Marek Jurek. Ma alla
radiotelevisione parlano apertamente di
epurazioni e non sono in pochi a temere
per il posto di
lavoro. Di questo passo nemmeno il
portiere potrà essere sicuro di
conservare il posto di lavoro, ha fatto
notare qualcuno al neopresidente. E lui
di rimando: “E chi ha mai detto che il
portiere
abbia queste garanzie?”. Più avanti,
nell’articolo di Sandro Scabello, «Gli
Ultracattolici. “Antisemita e xenofoba”,
commissariata Radio Maryja. Il direttore
padre Rydzyk ha costruito un impero
mediatico capace di influenzare la vita
politica»…La “voce cattolica nella tua
casa” tra rosari e preghiere propina
quotidianamente aspri attacchi contro
“l’Europa neopagana” violente tirate
antisemite, la messa al rogo degli
omosessuali, l’ostracismo contro
liberali e massoni. È così che padre
Rydzyk, personaggio misterioso e
controverso, sfiorato da numerose
inchieste guidiziarie, pensa di svolgere
al meglio la sua missione pastorale
rivolgendosi a tre milioni di
spettatori… Rydzyk ha messo in piedi nel
giro di pochi anni un impero mediatico
che gode
della massima libertà di azione e sfugge
ai controlli della gerarchia
ecclesiastica […] è diventato uno degli
uomini più potenti di Polonia.
Nessuno sa con quali fondi il frate
redentorista, inaccessibile ai
giornalisti, sia riuscito a costruire la
sua fortezza mediatica. La legge sulle
opere di culto gli consente di non
presentare conti e bilanci. “Accidenti”
- penso – “guarda quante analogie con
l’Italia.
Noi però siamo più sottili, raffinati,
facciamo e permettiamo le stesse cose
senza dare nell’occhio, d’altronde il
Papa lo abbiamo in casa, le sue spie, i
suoi ambasciatori ed emissari, i suoi
pinzocheri sono dappertutto, a destra
come a sinistra”. Proseguo con
l’articolo «Appello del Papa: no a
Pacs e unioni gay. “Politici e
legislatori salvaguardino la famiglia”.
Si dalla Cdl, centrosinistra diviso» di
Paolo Bartoloni…Con una progressione che
non sembra casuale e con maggiore
precisione di quanto non avesse fatto
giovedì, Benedetto XVI è tornato a
condannare le unioni di fatto... Uhm,
vediamo le reazioni…
Il segretario dei Popolari-Udeur
Clemente Mastella ha dichiarato che su
Pacs e matrimoni tra gay non accetterà
“pastrocchi”. Ed ha annunciato che i
popolari faranno parte della maggioranza
trasversale “in grado di impedire questo
attentato laico all’istituto della
famiglia”. La Cdl si
è schierata compatta con le parole del
papa. […] Divisa la maggioranza.
Mentre Marco Rizzo (Pdci) parla di
“ingerenze sempre più frequenti delle
gerarchie eclesiastiche”, Luca Volontè (Udc)
critica “il rito intollerante di
trascinare le parole del Papa dentro la
situazione italiana”. E dove,
altrimenti?… Luciano Violante: “La
Chiesa fa bene ad
affermare i suoi principi, ma lo Stato
deve seguire la sua strada”. Il
segretario dei radicali Daniele
Capezzone, poi, ha definito quello del
Papa “un programma di governo e
un’agenda politico parlamentare” mentre
il ds Franco Grillini […] ha insistito
sulla necessità di continuare il
dialogo “con tutte le forze cristiane e
cattoliche di base che da sempre
condividono la nostra proposta di
legge”. Ecco, anche lui ha le
allucinazioni, d’altronde cosa c’è da
aspettarsi da uno che durante la
trasmissione “Le invasioni barbariche”
si è arrampicato sugli specchi
per persuaderci che non c'è nulla di
strano nell'obbbriobbbrioso programma
del centro-sinistra alla voce coppie di
fatto... Se c'è lui a contrattare per i
miei diritti, se c'è Vladimir che può
dire senza sollevare un polverone che i
Pacs non sono fra le priorità del
governo (lo sappiamo, accidenti, ma
almeno stesse zitta!)... certo che non
c'è nulla di strano!!! Anche girassero
per le strade i marziani non ci sarebbe
nulla di strano!!!… Proseguo con la
lettura di un’intervista a
Paola Binetti, ex presidentessa del
Comitato “Scienza & vita”, direttrice
del dipartimento per la ricerca
educativa al Campus biomedico dell’Opus
Dei, tutta fiera di stare nel
centro-sinistra da
familista e papista convinta, come molti
altri nell'Unione, Mastella e Rutelli in
primis, fiera anche che nel programma
non vi sia traccia del riconoscimente
delle unioni di fatto, della suddetta
legge di cui si fa vanto il più che mai
vanaglorioso Grillini. Già. Tiro un
sospiro di sollievo e penso: “Ok, il
peggio è passato. Ora forse arriveranno
le notizie vere…” - macché, il
martellamento riprende in CRONACHE, a
pagina 18, nell'articolo «Monsignore in
fuga nella via dei trans» di Fabrizio
Caccia… Roma – Gli hanno intimato l’alt
ma lui, il monsignore,
invece è partito a razzo. Ha speronato
due volanti e mandato tre agenti
all’ospedale. […] Grave è ora
l’imbarazzo presso la Segreteria di
Stato vaticana, dove l’alto prelato
lavora. Tutto è successo sabato scorso
intorno a mezzanotte. Valle Giulia, a
Roma, è il posto risaputo dei
“femminielli”, dei ragazzi di vita, dei
trans, dei giovani prostituti rumeni che
si offrono ogni sera per pochi soldi ai
loro clienti, nei vialetti bui tra la
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e lo
zoo di Villa Borghese. […] Sabato scorso
intorno a mezzanotte, il monsignore di
mezza età, lombardo di nascita, dottore
in diritto canonico e coadiutore a San
Pietro, costeggiava la strada a bordo
della sua Ford.
Era vestito in borghese – così è scritto
nel rapporto consegnato dagli agenti in
procura - l’abito talare riposto
prudentemente nel bagagliaio. Ma cosa
faceva là? Alla fine l’avrebbe ammesso:
voleva incontrare qualcuno si, “ma solo
maggiorenni e non minorenni”. Un po’
morboso magari ma non pedofilo. "Mi
stropiccio gli occhi e le orecchie" (ah,
Silvietto - ti rimpiangeremo!). Non
posso credere a quello che sto leggendo.
Passi il prete che deve specificare di
non andare a caccia di
minori (visti i tempi…) ma che il
giornalista sostituisca il termine
“omosessuale” con “morboso” mi fa
rabbrividire… Mi chiedo dove voglia
arrivare… Al telefono, dalla casa di
Santa Marta, il prestigioso alloggio dei
cardinali dell’ultimo conclave, lui
stesso ora si difende:
“Macchè trans… Non è andata così. E poi
sono stati i poliziotti a picchiare me…
Comunque non posso parlare devo prima
chiedere l’autorizzazione ai miei
superiori”. Clic. Silenzio. Intanto,
però, il monsignore della prima sezione
della Segreteria di Stato, sacerdote
minutante, ordinato Presbitero a 24
anni, è stato deferito dall’autorità
giudiziaria e denunciato per resistenza
e violenza a pubblico ufficiale.
Comportamento a dir poco sospetto il
suo. Sospetto un corno!
Ma i giornalisti li leggono i giornali,
lo sanno cosa scrivono quando riportano
le parole del Papa? O sono così
impegnati a conservare il posto di
lavoro da non rendersi minimamente conto
dei danni che stanno facendo, delle loro
responsabilità, delle conseguenze
devastanti della
LORO cultura eterosessista ed omofobica?
Torno a chiedermi cosa stia tentando di
dirci… Quando sabato sera, ha visto
avvicinarsi la prima auto dei
poliziotti, forse si è spaventato. Era
un’auto civetta della IV sezione della
Squadra Mobile, specializzata in reati
sessuali e a danni dei minori. A bordo,
solo uomini in borghese. La notte a
Valle Giulia controlli e pattugliamenti
sono di routine. E frequenti sono pure
le retate: “Così ho temuto che fosse una
rapina, non ho capito che quelli erano
agenti, pensavo fossero malviventi”, ha
detto lui, dopo, a inseguimento finito.
La sua reazione però è stata degna di un
film poliziesco […] La prima macchina
l’ha seminata in piazza Thorwaldsen. E
non si è fermato neppure davanti alla
seconda auto-civetta che un po’
più su […] gli ha tagliato la strada.
Anzi il prete l’ha tamponata,
proseguendo poi come un missile la sua
corsa, fino a quando non è andato poi
materialmente a sbattere contro una
volante accora sul posto, dopo che in
Questura ormai era scattato l’allarme.
Gli agenti
della IV sezione della Squadra Mobile,
diretti da Dania Manti, negli ultimi
tempi a Roma hanno arrestato diverse
persone con l’accusa di pedofilia […] Un
mese fa, poi, è stata la volta di padre
Marco Agostini, della congregazione
degli Oblati di San Francesco di Sales.
Contro di lui accuse pesantissime:
centinaia di abusi su decine di ragazzi
impauriti, soggiogati, plagiati perfino
con riti esoterici.
Violenze che duravano da almeno 20 anni,
secondo il racconto delle sue vittime.
Dalla Curia Romana, però, nessuna
condanna. Solo silenzio.
Argh, ecco dove voleva arrivare! L’ha
scritto, l’ha fatto!!! Mica chiaramente,
no, subdolamente: omosessuali =
pedofili. Preti omosessuali = preti
certamente pedofili. Probabilmente
protetti in
quanto preti e forse pedofili ma,
aggiungo io, non in quanto omosessuali –
Papa sentenzia! Signori giornalisti, ma
la deontologia professionale non prevede
di accendere il cervello prima di
mettersi a scrivere? Bene, forse è
davvero arrivato il momento di
sospendere l’erogazione dei
finanziamenti pubblici ai giornali, alla
lega calcio, alla chiesa cattolica. Quei
soldi sono nostri, sottratti
all’istruzione pubblica, alla sanità,
alla ricerca, alla spesa sociale. Che
comincino
a guadagnarseli onestamente, lavorando
duro – come facciamo noi.
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