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a cura di Fabio Casadei Turroni
 

Paolo T. Ragno: "Quello che non ti ho detto"
 
 

Aprile 2006
 


  

Personaggio misterioso, sfuggente, Paolo T. Ragno è, nonostante la giovane età, un classico tra gli scrittori erotici contemporanei GLBT. Non so se la cosa gli garbi, ma è proprio così. Quello che non ti ho detto è un titolo italiano famoso.
Che cosa si prova ad essere l’ausilio erotico di tanti? Che cosa si prova ad immaginare i propri libri, le proprie pagine, le proprie parole, accompagnate dai movimenti ritmici d’una mano insonne?

Chiediamolo al diretto interessato:
Quanti anni hai? Di che segno sei? Ascendente?

Ho 39 anni e sono della Bilancia. Non ho idea di quale sia il mio ascendente.
 
Nel primo racconto parteggi per la malmaritata Emanuela: è naturale per un gay, secondo te, combattere il maschilismo?
Un gay non può che essere contro il maschilismo dove per maschilismo si intende la sottomissione culturale della donna per esaltare il patriarcato.
 
Credi che l’erotismo sia un genere attuale, per leggere la realtà? Quali sono i tuoi autori erotici preferiti?
Non ho autori erotici preferiti. Non leggo erotismo.
 
Nel secondo racconto Felipe è un giovane spagnolo libero e sensuale: è questo il tuo uomo ideale?
Non esiste l'uomo ideale. E se esistesse ci si stuferebbe subito. E poi, guarda caso, ci si innamora sempre di quello che non c'entra niente con te...
 
La mamma del terzo racconto è disinibita e logorante, irresistibile. Come dovrebbe essere la mamma giusta per un gay?
Come la mia, piena di premure. Un po’ svampita, forte e decisamente singol
 
Nell’ultimo racconto il protagonista in piena crisi bisessuale si chiede: “ Quale era la sostanziale differenza tra Francesco e le donne?”: ci sono differenze oggettive tra autore e autrice? Ci sono caratteristiche solo maschili della tua scrittura? Che differenze ci sono tra un approccio maschile e uno femminile (o bisessuale) alla scrittura
erotica?

Secondo me nessuna. E se c'è qualche differenza non la si può certo attribuire al genere sessuale d’appartenenza.
 
Come ti definisci? Gay, bisessuale, etero?
Io sono gay. Da sempre. E rivendico questa posizione anche da un punto vista politico. Una volta uno dell'arci gay, durante una conferenza, disse di sentirsi omosentimentale... probabilmente si sentiva come Renato Zero, che predica benissimo e razzola molto male.
 
Dove abiti? Che lavoro fai?
Faccio il moderatore di interviste per ricerche di mercato e... lo scrittore/ giornalista. Il primo lavoro mi serve perché i miei diritti d'autore non basterebbero a pagare una sola retta del mutuo. Vivo nella vivida e meravigliosa Milano, città potenzialmente ricca di cultura ma abitata da reazionari provincialotti col trip della moda.
 
In amore sei fedele?
Sì, quando perdo la testa non penso più ad altro. Comunque credo che la fedeltà non esista. Più che altro non credo nella monogamia come condizione principale per il rispetto reciproco all'interno di una coppia.
 
Ti sposeresti, che mi dici dei Pacs?
I pacs sono una condizione necessaria per far emergere questo paese dall'oscurantismo bigotto e volgare in cui continua ad essere immerso grazie anche ad una sinistra morta e stramorta. Gli unici infatti a rendere genuina la politica in Italia sono gay e lesbiche che si battono a volto scoperto. La gente come Rutelli dovrebbe andare a lavorare nelle miniere di carbone. Rappresentano il vuoto pneumatico e vanno combattuti. Comunque non mi sposerei. Voglio il pacs!
 
Vorresti adottare?
Io adotterei e come!... e farei vedere a quelli come La Russa o Gasparre che è la loro idea di pedagogia fascista e di famiglia ad essere aberrante perchè ancora sorretta dal concetto di società forte... società che ha creato mostri e pervertiti.
 
Nel primo racconto la lotta di classe s’ intreccia al sesso. Ti senti più vicino al manager o al sindacalista? Che idee politiche hai?
Io sono stato sindacalista. Ero rappresentante quando lavoravo in un negozio di dischi in centro a Milano. Poi quando ho visto che erano sporchi come tutti gli altri li ho mandati al diavolo.
 
Paolo T. Ragno è uno pseudonimo? E se sì, perché hai scelto di non firmarti?
Sì, è uno speudonimo. Io mi chiamo Paolo Pedote (autore di Omofobia con Giuseppe Lo
presti). E' lui che curava la collana di erotismo ed è lui che mi ha consigliato lo pseudonimo per non essere etichettato come autore erotico. Ho pubblicato anche un racconto in Men on Men 3 della Mondadori. E sono anche quello che alcuni mesi fa è comparso su tutti i giornali per la questione della donazione mancata... Lo pseudonimo è così diventato un specie di gioco. Il mio nome non l'ho mai nascosto.
 
Preferisci Mozart o Beethoven, Calvino o Pavese, Raffaello o Michelangelo, Fellini o Antonioni, Dante o Petrarca?
Mozart, Pavese, Michelangelo e decisamente Fellini. Fellini, Almodovar e Greenaway sono i miei registi preferiti. Antonioni è di una noia mortale!
 
Prossimi libri in uscita?
Sta per uscire un Abbecedario Gay Italiano della Mondadori in cui c'è una voce che ho scritto e dovrebbe, fra qualche mese, uscire anche un romanzo...
 
Senti, adesso ti faccio la domanda del secolo, che volevo farti all’inizio: che cosa si prova ad immaginare i propri libri, le proprie pagine, le proprie parole, accompagnate dai
movimenti ritmici d’ una mano insonne?
 

Paolo T. Ragno tace.
Che significherà?
Forse facevo meglio a chiederlo a Paolo Pedote?
Chissà.
 


Paolo T. Ragno : " Quello che non ti ho detto " - Il dito e la luna, 2003, Euro 10.33


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